venerdì 10 febbraio 2012

Eva Ionesco









è un'attrice e modella francese.
Figlia della fotografa romeno/francese Irina Ionesco, Eva Ionesco è nota principalmente per essere stata, fin dalla giovanissima età di 5 anni, uno dei soggetti preferiti per le foto della madre, che spesso avevano tematica erotica o glamour. Queste controverse foto furono oggetto di interesse e di numerose critiche, sia da un punto di vista morale, che legale, fin dai primi anni settanta. Eva fece da modella, oltre che per la madre, anche per altri fotografi, tra cui Jacques Bourboulon.
È stata la più giovane modella ad apparire nuda su un numero di Playboy, essendo stata il soggetto di un servizio di Bourboulon comparso nell'edizione italiana dell'ottobre 1976, quando aveva solo 11 anni. Due anni dopo un altro suo servizio di nudo, contenente una selezione delle foto fatte dalla madre, venne pubblicato sull'edizione spagnola di Penthouse.
Per quello che riguarda il cinema, Eva Ionesco iniziò a recitare all'età di 11 anni, con il ruolo di una bambina nel film di Roman Polanski L'inquilino del terzo piano. Dopo pochi mesi comparve in discussi film soft-porno ed erotici in ruoli loliteschi, che comprendevano scene di nudo, quali Spermula e Maladolescenza (quest'ultimo girato in Austria per evitare possibili problemi legali con le scene di sesso interpretate dai giovani attori). Dopo aver frequentato la scuola di recitazione Amandiers, diretta da Patrice Chéreau e Pierre Romans, ed essersi lasciata alle spalle il personaggio della "Lolita", è divenuta un'attrice specializzata in ruoli secondari, comparendo in decine di film, principalmente francesi, oltre che in diversi allestimenti teatrali. Da qualche anno si dedica anche lei alla fotografia e tiene mostre fotografiche.


Situazione legale


Negli anni '70 le opere raffiguranti nudi di una giovane Eva Ionesco, pur se considerate molto controverse, erano commercializzate più o meno legittimamente in molti paesi, tanto da comparire nelle edizioni europee in riviste leader della stampa erotica come Playboy e Penthouse. Da allora le legislazioni sul contrasto della pedofilia e della pedopornografia sono tuttavia divenute più rigide e in molti stati occidentali la commercializzazione (o in alcuni casi anche il semplice possesso, anche se acquistati quando la loro vendita era legittima) di questi materiali potrebbe essere considerato un reato.

mercoledì 25 gennaio 2012

kulaki



I kulaki (plurale di kulak, in russo: кула́к, "pugno") erano una categoria di contadini presente negli ultimi anni dell'Impero russo, nella Russia sovietica e nella giovane Unione Sovietica. La parola "kulaki" inizialmente si riferiva a contadini indipendenti della Russia che possedevano grandi appezzamenti di terreno ed utilizzavano manovali o schiavi; successivamente il termine fu utilizzato spregiativamente dai bolscevichi per indicare i contadini agiati.
Durante il periodo sovietico, per essere classificati come kulaki bastava "l'utilizzo di un operaio agricolo per una parte dell'anno, il possesso di macchine agricole un po' più perfezionate del semplice aratro, di due cavalli e quattro mucche" (Nicolas Werth).

La riforma del 1906

La categoria dei kulaki nacque nel 1906, con la riforma agraria di Peter Stolypin sulla distribuzione delle terre. Essa prevedeva che le terre dello stato potessero essere assegnate ai contadini, ma solo attraverso un pagamento. In questo modo i contadini poveri peggiorarono ulteriormente le loro condizioni di vita perché non poterono più accedere alle terre comuni per bisogni quali il pascolo, la legna i frutti della natura e la caccia.
La riforma creò in Russia una divisione tra i contadini, suddividendoli in:
contadini poveri, senza soldi per acquistare terre (kombèdy);
contadini benestanti o medi proprietari chiamati (kulaki).
Questi ultimi, avendo a disposizione le terre, avevano la possibilità di assumere i contadini nullatenenti per coltivarle.

Lenin e i kulaki

Il comunismo di guerra - varato da Lenin dopo la presa di potere dei bolscevichi nell'ottobre del 1917 - comportava, tra le altre misure, la requisizione forzata di tutto il grano eccedente le necessità di sopravvivenza e di semina del contadino. Il provvedimento colpì in particolare la classe dei kulaki.
Nel marzo del 1921 il comunismo di guerra fu accantonato per essere sostituito dalla Nuova politica economica (Nep), che reintroduceva elementi di profitto individuale e di libertà economica. Le requisizioni forzate di grano cessarono, per essere sostituite da un'imposta in natura; inoltre il contadino aveva la possibilità di vendere le proprie eccedenze. Questi provvedimenti favorirono la ripresa del ceto dei kulaki.

Scontro ideologico sui kulaki: Trotsky e Bucharin

Lo scontro idelogico e di potere successivo alla morte di Lenin si ripercosse anche sulla concezione delle varie fazioni sui kulaki. Lev Trotsky li osteggiava vivamente, secondo le sue idee era necessario intraprendere al più presto una lotta contro i kulaki, perché essi, andando contro i principi comunisti della parità di ricchezza, rappresentavano una minaccia al mantenimento della rivoluzione.
Nicolaj Bucharin sosteneva invece che bisognava non solo permettere, ma anche rassicurare i contadini sulla possibilità di arricchirsi. Bucharin riteneva infatti che solo con l'aumento dell'attività agricola, il paese, seppur lentamente, poteva innescare una spirale virtuosa di sviluppo.
"Vi è una situazione per cui il contadino ha paura di farsi un tetto di lamiera perché teme di essere dichiarato kulak, se acquista una macchina cerca di fare in modo che i comunisti non se ne accorgano. Le tecnica avanzata è divenuta clandestina [...] oggi questi metodi ostacolano lo sviluppo economico. Oggi dobbiamo eliminare una serie di restrizioni per il contadino agiato da un lato e per i braccianti che vendono la propria forza lavoro dall'altro. La lotta contro i kulaki deve essere condotta con altri metodi, per altra via [...] A tutti i contadini complessivamente, a tutti gli strati di contadini bisogna dire: arricchitevi, accumulate, sviluppate le vostre aziende. Soltanto degli idioti possono dire che da noi deve sempre esserci povertà [...] Cosa otteniamo per effetto dell'accumulazione nell'economia contadina? Accumulazione nell'agricoltura significa domanda crescente di prodotti della nostra industria". (Nicolaj Bucharin)

Stalin e lo sterminio dei kulaki

Josif Stalin inizialmente, alleandosi con Bucharin, si allineò sulle posizioni di quest'ultimo; Stalin era infatti favorevole ad una prosecuzione della Nep.
Nel 1927, in occasione di una crisi agricola egli ripristinò le misure sulla requisizione di cereali tipiche del comunismo di guerra, ed inoltre intraprese una dura campagna propagandistica contro i kulaki. Abbandonate totalmente le tesi di Bucharin, anzi entrato in contrasto con lui, Stalin introdusse una pianificazione integrale dell'economia. Questo portò alla collettivizzazione forzata delle terre, utilizzata come metodo per trasferire ricchezza dall'agricoltura all'industria: le terre vennero unificate in cooperative agricole (Kolchoz) o in aziende di stato (Sovchoz), che avevano l'obbligo di consegnare i prodotti al prezzo fissato dallo stato.
I contadini, compresi i kulaki, si opposero fermamente alla collettivizzazione, imboscando le derrate alimentari, macellando il bestiame ed anche utilizzando le armi. Stalin reagì ordinando eliminazioni fisiche e deportazioni di massa nei campi di lavoro; questi provvedimenti colpirono milioni di contadini in maggioranza kulaki.
"Per eliminare i kulaki come classe non è sufficiente la politica di limitazione e di eliminazione di singoli gruppi di kulaki [...] è necessario spezzare con una lotta aperta la resistenza di questa classe e privarla delle fonti economiche della sua esistenza e del suo sviluppo". (Josif Stalin)

anche il clito è iscritto al sindacato















mercoledì 18 gennaio 2012

Tony Patrioli



è il nome d'arte di Antonio Pietta, è un fotografo di nudo maschile italiano.
Patrioli ha cominciato a fotografare come dilettante nel 1965, scegliendo immediatamente il nudo maschile come soggetto delle sue immagini.
All'inizio le foto erano scattate per puro diletto personale e i modelli erano i suoi amanti, ma quando gli fu proposto, alla metà degli anni Settanta, di produrre immagini per la pubblicazione, Patrioli ha seguito la scuola di fotografia pubblicitaria di Milano, diplomandovisi nel 1977.
"Sono nato inizialmente come fotografo erotico", ha dichiarato di sé Patrioli, "e non ho nulla da rinnegare". A differenza di altri fotografi italiani di nudo maschile, Tony Patrioli si è subito indirizzato ed esplicitamente al mondo gay, dichiarandosi omosessuale già negli anni settanta sul mensile "Homo".
Su questo stesso mensile pubblicò le sue prime foto softcore, producendo immagini erotiche (softcore prima e hardcore poi) dal 1976 al 1986 per questa e per altre riviste, italiane e straniere (specie nordeuropee).
« La foto erotica era l'unica foto di nudo che avesse un mercato, a quell'epoca. Non esistevano quasi libri di nudo e non esisteva un mercato per quel tipo di prodotto »
, ha dichiarato in un'intervista Patrioli.
Ciononostante, accanto alle foto erotiche Patrioli coltivava il nudo d'arte, ispirandosi inizialmente in modo esplicito alla fotografia di Wilhelm von Gloeden:
« Un po' perché Gloeden era l'unico fotografo di nudo maschile che non fosse proibito in Italia all'epoca, un po' perché la sua fantasia in parte coincideva con la mia. Le foto americane di culturisti mi parevano troppo lontane dal mondo e dai ragazzi che vedevo attorno a me. »
Patrioli ritrasse e documentò così l'ultima stagione di una cultura mediterranea (che è oggi scomparsa in Italia per l'avvento della "rivoluzione sessuale") di giovani spesso eterosessuali ma volentieri disponibili a giochi omoerotici non avendo accesso a rapporti eterosessuali.Quelli delle sue foto sono giovani spesso del Sud Italia, visibilmente divertiti dal gioco narcisistico proposto dal fotografo e ansiosi di esibire una desiderabilità sessuale a cui per la mentalità dell'epoca non avevano alcun diritto.

Pubblicazioni

Col maturare del mercato gay si ebbe una svolta: nel 1984 Patrioli poté pubblicare infine il suo primo libro di nudo maschile, Mediterraneo, che ebbe due edizioni italiane e due negli Usa.
In questo libro Patrioli propose una tipologia molto precisa di ragazzo: sui diciott'anni o poco più, scuro di pelle, un po' selvaggio e un po' gattino, e soprattutto molto "mediterraneo".
Questa scelta piacque al mercato e fu quindi proposta in numerosi libri e numeri monografici di rivista fino al 1994.
Dopo quella data, però, la scomparsa del mondo da cui provenivano i modelli di Patrioli, la graduale sparizione del mercato interessato a foto "softcore", e soprattutto il trionfo nella foto di nudo gay dei modelli estetici statunitensi e l'imporsi dell'industria della foto erotica a scapito di una tradizione totalmente e cocciutamente "artigiana" come quella di Patrioli, hanno spinto il fotografo a ritirarsi dal mercato.

Opere

Nachte italiaener, s.e. s.d. [anni Settanta].
Mediterraneo, Babilonia, Milano 1984 (due edizioni americane sono state pubblicate da Alyson press, Boston 1985 e 1988).
Special Photo.Garçons de la Mediterranée /Ragazzi), textes de Gianni De Martino, Maquette de Misti, Gai Pied Hébdo/"Hors Série photo", Editions du Triangle Rose, Paris 1985.
Special Photo/Ragazzi 2 /Garçons des deux Siciles, textes de Gianni De Martino, Ivan Teobaldelli, Francesco Gnerre et Andrea Pini, in Gai Pied n° 282 H5, Editions du Triangle Rose, Paris, 1988.
Lo specchio di Narciso, Babilonia, Milano 1987.
Ephebi, Babilonia, Milano 1989.
Sunbeams, Alyson, Boston 1989.
Cartoline, Babilonia, Milano 1991.
Giro d'Italia, Babilonia, Milano 1991.
I ragazzi di Tony Patrioli, "Babilonia speciale foto",1991; in cinque edizioni: italiana, inglese, francese ("Hors Série photo"), olandese ("Magayzine"), tedesca ("Euros").
Selezione in: Giovanni Dall'Orto (a cura di), Von Gloeden ieri ed oggi, Babilonia, Milano 1993, pp. 53-63.
Made in Italy, Babilonia, Milano 1994, con un'introduzione scritta da GiovanBattista Brambilla.